• Omelia Padre Ernesto Della Corte II dom.T.O. 17 gennaio 2021 Santuario Sant'Antonio

    II Dom TO anno B
    Venite, poi vedrete
    17 gennaio 2021
    Prima lettura: dal Primo Libro di Samuele, cap. 3 vv. 3-10 e v. 19
    Mi hai chiamato, eccomi!
    Con il Salmo 39 diciamo:
    Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà
    Seconda lettura: dalla Prima Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi, cap. 6 vv. 13-15 e vv. 17-20
    Siete stati comprati a caro prezzo
    Dal Vangelo secondo Giovanni, cap. 1 vv. 35-42
    Abbiamo trovato il Messia
     
    Dopo aver meditato la scena del battesimo domenica scorsa, ora siamo nel quarto vangelo, dove la figura di Giovanni è ancor più delineata, perché egli incarna il testimone, colui che indica l’Agnello di Dio e anche l’amico dello sposo, che è Cristo. Oggi è soprattutto il testimone qualificato, quel dito puntato verso il servo di Dio, cioè la persona più vicina al Padre, colui che lo rappresenta. Se immaginiamo la scena è molto significativa: dai vangeli non risulta che i due cugini si siano mai incontrati dopo che erano nella pancia delle rispettive mamme. È la prima volta, dunque, che sono uno di fronte all’altro. Giovanni lo vede, fissa lo sguardo su di lui e comprende che è proprio Gesù, da lui definito l’Agnello di Dio, che riscatta da ogni peccato ed è la vera Pasqua di liberazione.
    Due discepoli allora seguono Gesù, del quale non si dice né da dove venga e nemmeno dove vada, perché l’evangelista vuole far intendere che non è uno spostamento spaziale che vuole narrare, ma quello teologico: è venuto dal Padre e a lui ritorna, passando per Gerusalemme e vivere il mistero pasquale d’amore.
    Gesù si accorge di essere seguito e chiede “che cosa” stiano cercando, perché facendo fare loro esperienza della sua persona, li aiuterà a comprendere che bisogna arrivare al “chi” seguire: è un passaggio dal “che cosa” al “chi”, ecco perchè credere è aderire alla persona del Cristo, non a un dogma o una verità qualsiasi. Chi aderisce a Gesù e crede a colui che lo ha mandato, dice Giovani 5,24, è già passato dalla morte alla vita e non va incontro al giudizio. Ecco la nostra fede: rimanere in Gesù, come i tralci sono legati e dipendono dalla vite.
    Buona Pasqua della settimana
    Shalôm P. Ernesto