OMELIE VANGELO DELLA DOMENICA

Omelia Solennità di Cristo Re SANTUARIO SANT'ANTONIO 22 NOV.

 

Gesù Cristo re dell’universo anno A

Saranno riunite tutte le genti

22 novembre 2020

 

Prima lettura: dal Libro del profeta Ezechiele, cap. 34 vv. 11-12 e vv. 15-17

Io stesso avrò cura delle mie pecore 

Con il Salmo 22 diciamo:

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla

Seconda lettura: dalla Prima Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi, cap. 15 vv. 20-26 e v. 28

La morte sarà annientata

Dal Vangelo secondo Matteo, cap. 25 vv. 31-46

Quando il Figlio dell’uomo verrà

 

Siamo giunti alla solennità di Cristo, re dell’universo, il Signore della storia, che ci viene incontro e chiede a ognuno di andargli incontro. La pagina evangelica ci ricorda che alla sera della vita, in quel giorno che la liturgia definisce “il giorno senza tramonto”, perché ormai eterno, saremo giudicati sull’amore. Il salmo 62,13 afferma: «Tu, o Signore, renderai a ogni uomo secondo le sue azioni». In quel momento il Figlio dell’uomo verrà nella gloria e davanti a lui saranno riunite tutte le genti e ognuno sarà davanti al Cristo giudice, che porrà alla sua destra le pecore, i salvati, e alla sinistra i capri, quelli che hanno rifiutato la propria responsabilità, condannandosi con le proprie mani. 

Su cosa avverrà il giudizio? 

Ecco la vera sorpresa: siamo chiamati a rispondere alle sei opere di misericordia: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,35-36). Si ripresenta il povero, quasi sacramento (segno) di Gesù. Riflettiamo: la Bibbia porta i poveri come esempio e unità di misura, perché come appare a loro la vita non è considerata allo stesso modo dal ricco sfondato e da chi vive superficialmente. Il povero in spirito, ha detto Gesù nelle beatitudini è colui che si fida di Dio e parte sempre dal discernimento della volontà di Dio e si decide a realizzarla. Siamo tutti investiti da un monito forte: se vogliamo attendere con profitto la seconda venuta del Cristo, allora ognuno deve prepararsi vivendo l’amore per il prossimo, il nemico, il persecutore, mai rispondendo al male con il male, ma pur perseguitato, si rallegra di offrire a Gesù la propria testimonianza di vita. Giorno per giorno decidiamo la sorte futura: andiamo incontro a Cristo Signore per entrare nella vita eterna.

Sia il nostro impegno nel feriale a non disattendere ognuno le proprie responsabilità, a far crescere il senso dell’appartenenza alla famiglia umana, nella quale nessuno è estraneo, perché siamo tutti in una grande relazione. 

Tutti siamo responsabili di tutti e di tutto: nessuno sia come il servo che nasconde il talento sotto terra. Solo chi si apre all’altro dilata la propria identità e costruisce la propria identità. 

Shalôm P. Ernesto