- Ernesto Della Corte
- Rosario D'Amico
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IL DIO ONNIPOTENTE : Dio può fermare il Male? Il "Teorema di D'Amico" sfida l’evoluzione di Herbert Spencer
Viene affrontato il tema del motivo per cui un Dio onnipotente consenta l’esistenza di sofferenze così profonde. Il video propone un’analisi filosofica innovativa ispirata al contributo “Il Dio Onnipotente” di Rosario D’Amico. Diversamente dall’impostazione teologica tradizionale, l’autore sviluppa un esame rigoroso della natura di un “ente reale” dotato di onnipotenza. Si mostra come quest’ultima debba rispettare il principio di non contraddizione non per un vincolo imposto dall’esterno, ma per una necessità intrinseca all’essere stesso. L’argomentazione viene poi messa a confronto con il pensiero del rappresentante del positivismo Herbert Spencer e il suo concetto di “Inconoscibile”. Mentre Spencer considera il male come uno dei motori dell’evoluzione, il cosiddetto “Teorema di D’Amico” mette in luce una conclusione più radicale e complessa: la volontà umana è inscindibile da quella divina. Perché Dio, se ha voluto l'uomo libero, non può mitigare la gravità del male senza negare Se stesso. La differenza tra l'Onnipotenza reale di D'Amìco e il mistero imperscrutabile di Spencer. Il legame logico tra l'impotenza umana e l'esistenza del dolore. Un viaggio tra logica, matematica e filosofia per rispondere alla domanda che l'umanità si pone da millenni.
Oltre al video, in allegato , un contributo "Il Dio Onnipotente" (The Almighty God) nel quale D'Amico si propone di riflettere e indagare su cosa debba intendersi stricto sensu con il termine “Onnipotenza”, cioè cosa comporti supporre l’esistenza di un essere reale Onnipotente, il quale non può quindi subire ciò che non vuole o, il che è lo stesso, può realizzare qualsiasi cosa di logicamente possibile voglia, non potendo essere reale né immaginato, né quindi voluto, ciò che è contraddittorio. L’approccio è strettamente filosofico, evitando così derive banali, intenti devozionali o giudizi morali a favore della chiarezza concettuale. Sulla base di questa analisi, sarà presa in considerazione, infine, ciascuna delle seguenti questioni: è possibile che un essere Onnipotente sia anche buono e comprensibile? Se sì, potrebbe abolire o sacrificare il male nel mondo? D'Amico conclude che "ci siamo limitati a contemplare, studiare, frequentare l’Onnipotenza di Dio. L’analisi su questo aspetto saliente della natura divina è stata condotta secondo un approccio che ha una chiave interpretativa di matrice logico-filosofica, senza escludere un’attenzione verso il trascendente. Resta senza esito il chiedersi se esista effettivamente l’Onnipotente e, incaso affermativo, se quest’essere si rapporti con noi come un alleato che risponde: “Eccomi” quando lo imploriamo perché incapaci di raggiungere i nostri obiettivi, come un nemico che ci avversa o se si mantenga indifferente, sordo alle nostre grida e invocazioni. Ciò non può evidentemente rientrare nell’orizzonte della razionalità, dello sperimentale o della tecnica, ma va ricercato con gli occhi della fede. Ne è convinto il filosofo danese Kierkegaard che in Timore e tremore (1843) afferma che la fede comincia dove la ragione finisce".
