- Ernesto Della Corte
- BARBAGLIA DON SILVIO
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STUDI BIBLICI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: Nuovi accessi per facilitare la ricerca e offrire percorsi interpretativi ancora inediti
Negli ultimi mesi del 2025 si sono svolti due significativi incontri online dedicati al rapporto tra intelligenza artificiale e processi di ricerca accademica, con particolare attenzione tanto alle applicazioni tecnologiche quanto alle prospettive interpretative e culturali emergenti negli studi umanistici. Il primo appuntamento, tenutosi il 16 ottobre su piattaforma Google Meet e seguito da circa ottanta partecipanti, era intitolato “Studi biblici e intelligenza artificiale. Nuovi accessi per facilitare la ricerca e fornire percorsi interpretativi ancora inediti” e ha visto come relatore il biblista don Silvio Barbaglia. Il secondo incontro, svoltosi il 13 novembre e seguito da settantaquattro collegati, portava invece il titolo “Software di IA per la ricerca, la lettura e l’analisi”, condotto dal professor Augusto Cosentino, formatore AICA esperto in metodologie didattiche e intelligenza artificiale applicata ai processi educativi. Entrambi gli eventi hanno confermato un interesse crescente e trasversale verso l’integrazione dell’IA nei processi di acquisizione, analisi e interpretazione della conoscenza.
Nel primo incontro, di natura esegetico–teorica, Barbaglia ha esplorato le potenzialità dell’IA come strumento di supporto nella lettura e nello studio dei testi biblici, mostrando come l’elaborazione automatica del linguaggio possa suggerire nuove ipotesi e percorsi ermeneutici difficilmente intuibili mediante i soli metodi tradizionali. Don Silvio Barbaglia ha esplorato le opportunità offerte da strumenti e metodologie innovative per approfondire, analizzare e rileggere i contenuti i biblici n modo originale e non convenzionale, dimostrando attraverso esempi concreti come l’IA possa diventare alleata della ricerca esegetica. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di aprire nuove prospettive di studio e di interpretazione, evidenziando come l'intelligenza l'artificiale possa divenire una risorsa per ampliare conoscenze, stimolare il pensiero e favorire un accesso più ricco e articolato alla ricerca. Barbaglia ha illustrato applicazioni pratiche per lezioni, recensioni e scrittura scientifica: trascrizioni automatiche, analisi testuali, traduzioni, riscritture stilistiche. L’IA, ha concluso, non sostituisce lo studioso ma ne amplifica l’intelligenza e apre vie interpretative nuove : essa può evidenziare parallelismi, ricorrenze semantiche, strutture narrative e correlazioni intertestuali che spesso rimangono latenti, offrendo una forma di accesso “attivo” alle Scritture. Tuttavia, il relatore ha sottolineato che la dimensione spirituale, teologica e interpretativa rimane ineliminabilmente umana: la tecnologia non sostituisce il processo esegetico, ma può arricchirlo generando nuovi punti di vista e sostenendo la formulazione di domande più articolate.
Il secondo incontro, maggiormente orientato all’ambito metodologico–didattico, ha proposto una panoramica ragionata sugli strumenti di intelligenza artificiale dedicati alla ricerca, alla gestione dell’informazione e all’analisi dei testi. Cosentino ha illustrato come diverse piattaforme siano in grado di sintetizzare contenuti, analizzare documenti complessi, classificare dati e creare mappe concettuali, offrendo così un supporto avanzato a studenti, docenti e ricercatori. In tale cornice l’IA non viene presentata come sostituto dell’attività cognitiva, ma come dispositivo capace di ottimizzare i processi di studio e di ricerca, liberando risorse mentali per attività a più alto valore critico. Centrale è risultato il richiamo alla responsabilità d’uso, alla trasparenza delle fonti, alla valutazione degli algoritmi e alla necessaria formazione digitale degli utenti.
Dalla lettura congiunta dei due appuntamenti emerge un quadro convergente: l’intelligenza artificiale non si pone come antagonista della conoscenza umana, ma come catalizzatore di nuove forme di esplorazione epistemica. Se nell’ambito teologico–umanistico essa si configura come strumento generativo di interpretazioni possibili, in quello accademico–didattico opera come amplificatore cognitivo e organizzativo. In entrambi i casi l’IA si rivela una tecnologia culturale, capace non solo di accelerare il processo di studio, ma anche di aprire nuove piste di pensiero, restituendo alla ricerca contemporanea il suo carattere più autentico: interrogare il reale con metodi sempre nuovi, mantenendo al centro la responsabilità, la competenza e la profondità critica dell’essere umano.
Per la documentazione analitica dell'incontro, compresa la visione del video a più alta definizione, troverete, in allegato, tutto il materiale .
D seguito la registrazione dei due rispettivi incontri.
Nato a Galliate l'11 gennaio 1963 e ordinato sacerdote per la Diocesi di Novara il 25 giugno 1988, insegna Introduzione allAntico e al Nuovo Testamento, Esegesi di Antico e di Nuovo Testamento presso lo Studentato teologico San Gaudenzio di Novara affiliato alla Facoltà Teologica dellItalia Settentrionale di Milano e presso lIstituto Superiore di Scienze religiose di Novara. Accanto allinsegnamento in materia biblica in Diocesi ricopre i seguenti incarichi: Delegato vescovile per la Pastorale della cultura e del Progetto culturale della CEI, Delegato Vescovile per lEcumenismo e il Dialogo interreligioso e assistente spirituale dellAssociazione Culturale Diocesana La Nuova Regaldi.
