
La morte di Papa Francesco, al di là dell’onda emotiva che ha provocato, potrebbe essere l’occasione per riprendere i suoi scritti, leggerli e meditarli, e apportare i cambiamenti da lui auspicati non solo nella vita della chiesa, ma anche nella vita civile e sociale, per realizzare quella “Chiesa in uscita”, una Chiesa “Ospedale da campo”, a lui tanto cara, attenta alle periferie esistenziali e capace di farsi carico degli ultimi e dei dimenticati, per contrastare quella “cultura dello scarto” che purtroppo oggi è dominante.
Potrebbe essere questa l’occasione per leggere, le sue encicliche, le sue Lettere ed Esortazioni apostoliche. Chi lo farà vedrà quanto scomodo e per nulla facile da seguire è stato il suo magistero, pieno di provocazioni, con un linguaggio fresco, incisivo, comprensibile a tutti, libero da compromessi e convenzionalismi sterili, fuori da ogni schema o stereotipo bigotto, fuori da ogni forma di “ecclesialese”, comprensibile solo agli addetti ai lavori, ma ispirato sempre alla logica del vangelo, mai ingessato in uno stile tipicamente curiale.
- PER UN’ANTROPOLOGIA DEL CUORE Riflessioni a margine dell’enciclica “DILEXIT NOS” di Papa Francesco (PRIMA PARTE) Il cuore nella sua dimensione antropologica
- PAPA FRANCESCO E IL CORAGGIO DELLA PACE